Quasi tutti hanno sentito parlare
di Roswell, e di strane storie su dischi
volanti precipitati. Ma cosa accadde davvero in questa piccola cittadina
sperduta del Nuovo Mexico, nell'estate del 1947?
Secondo le ricostruzioni, il 3 luglio l'allevatore William Mac
Brazel si era recato ad ispezionare i danni ai suoi
pascoli del ranch Foster, nella zona di Corona, dopo
il violento temporale della sera precedente. Durante questa ispezione,
rinvenne degli stani rottami metallici in un campo. Inizialmente pensò ad un
incidente aereo, e chiese il parere ai suoi vicini, Loretta
e Floyd Proctor. Il 6
luglio andò in all'ufficio metereologico
della città con alcuni dei frammenti metallici, e poco dopo si recò dallo
sceriffo George Wilcox. Da
prassi Wilcox passò l'informazione inerente questo
strano incidente il comandante della base di Roswell,
il colonnello William Blanchard. Due uomini del
controspionaggio militare, il maggiore JesseMarcel e
Sheridan Cavitt,
vengono incaricati delle indagini: Marcel
come prima cosa interroga Brazel, il quale però nel
frattempo ha già rilasciato un'intervista pubblica alla stazione della radio
locale KGFL. La notizia quindi inizia a diventare di dominio pubblico.
In serata Brazel,
Marcel e Cavitt giungono nei
pressi del Ranch e trascorrono la notte in un capanno per attrezzi, e la
mattina dopo raccolgono diversi pezzi dell'oggetto precipitato e li trasportano
in città sulla loro auto. Prima di portarli a Roswell,
Marcel mostra i misteriosi rottami, alcuni con incisi
strani geroglifici, alla moglie e al figlio Jesse Jr.
Il 7 luglio le trasmissioni della stazione radio KGFL
vengono interrotte mentre sta per andare in onda
l'intervista con Brazel. I responsabili della radio,
molto più tardi, dichiararono che l'ordine di interruzione
giunse dall'ente federale delle comunicazioni di Washington. La stessa censura
venne applicatail giorno seguente nei confronti della
stazione KSVS di Roswell, la quale era sul punto di
trasmettere un comunicato in cui si annuncia il ritrovamento del disco volante.
Nel frattempo Mac Brazel
viene prelevato dai militari e tenuto sotto stretta custodia
fino al giorno 15. Al suo rilascio, la sua versione della storia cambia, dirà
che quanto ha trovato erano solo i rottami di un
pallone sonda. Ma qualche giorno prima, l'8 luglio, per un eccesso di zelo il
tenente Walter Haut - responsabile stampa della base
- aveva redatto e diffuso un comunicato, su ordine del colonnello
Blanchard, in cui si annunciava che: "
un oggetto volante ha preso terra in prossimità di
Roswell la settimana scorsa... attualmente è custodito dal
509° Gruppo Bombardieri dell'8° Air Force. E' stato ispezionato presso
l'aeroporto militare di Roswell e quindi fatto
pervenire ad altro quartier generale di grado più
elevato."
La notizia fu ripresa dalla stampa internazionale, e in breve
il paesino del nuovo messico si ritrovò
nell'occhio dell'uragano. Piovvero telefonate e da ogni dove per chiedere
conferma dell'accaduto alla base militare di Roswell.
A quanto sembra, il trasporto dei rottami avvenne via
terra e via aerea. Dalla base di Roswell decollò un
B-29 con destinazione Fort Worth,
nel Texas. Da qui il materiale venne fatto proseguire
per Wright Field (Ohio) su
un aereo da trasporto comandato dal cap. pilota O.W.
"Pappy" Henderson
su ordine del generale Roger Ramey.
Da Wright Patterson il
grosso dei rottami e i corpi rinvenuti nel disco raggiungono quindi
destinazioni segrete, per essere sottoposti ad analisi approfondite.
Ramey e il generale Vanderberg
rimuovono Blanchard dal suo
incarico per aver diffusoalla stampa le informazioni
inerenti la caduta del disco volante. Ramey convoca
una conferenza stampa in cui costringe Jesse
Marcel a posare per i fotografi davanti ai rottami di un
pallone sonda.
Ci sono diverse testimonianze, tutte concordanti, su cosa accadde la notte del 3
Luglio. Sembra che un disco volante alieno abbia avuto un grave incidente,
forse perchè colpito da un fulmine durante il
terribile temporale che avvenne quella notte. L'oggetto sarebbe precipitato a
lungo, tentando di compiere un atterraggio di fortuna. Avrebbe impattato una
prima volta a terra di piatto, ventralmente,
lasciando parte dello scafo nel punto dell'impatto (il famoso "campo dei
rottami"), e poi avrebbe continuato la sua corsa fino a schiantarsi
definitivamente contro un gruppo di grosse rocce desertiche,
quualche chilometro più avanti.
Gerald Anderson, che era un
bambino all'epoca dei fatti, ricorda con amarezza quanto vide con i suoi occhi.
Con lo zio ed il padre, il fratello ed il cugino, si erano recati in cerca
di agate e altre pietre preziose poco fuori
Roswell. "Abbiamo cominciato a camminare lungo un
burrone", afferma l'ormai anziano Anderson,
"e a fianco del letto secco di un fiume. Ma
dietro un angolo, sul fianco di una collina, vedemmo un disco argenteo. C'erano
tre creature, tre corpi, che giacevano a terra. Due erano immobili, mentre il
terzo aveva un respiro affannato, come se avesse le costole rotte. C'era anche
un quarto essere, seduto a terra, apparentemente sano ed impegnato a dare un
primo soccorso ai suoi compagni. Come questo quarto essere ci vide arrivare
indietreggiò, forse per paura, e coprė la sua faccia con le braccia, sembrava
adirato".
Gli adulti provarono più volte a comunicare con la creatura spaventata, ma non
ci fu nessuna risposta udibile alle loro frasi pronunciate in inglese e
spagnolo. Pochi minuti dopoarrivò altra gente sul
luogo dell'incidente, si trattava di cinque studenti universitari ed il loro
professore. Stavano lavorando su uno scavo archeologico a poche miglia di
distanza, ed avevano deciso fare una gita a piedi dopo aver visto quella che
avevano pensato essere una meteora infuocata fracassarsi a terra la notte
prima. Neppure loro riuscirono a farsi comprendere dalla creatura aliena.
Il sole era alto e faceva caldo, cosė mi misi all'ombra della nave spaziale.
C'erano oltre 45 gradi quel giorno. Ma intorno alla
nave era freddo. Quando toccai il metallo, sembrava ghiacciato.
" Anderson toccò una delle
creature immobile a terra, anch'essa era fredda al tatto. Dopo pochi minuti,
trovò il coraggio di strisciare di nuovo vicino al disco. "La creatura che
era in piedi si girò e guardò verso di me: d'un tratto lo sentii dentro la mia
testa, come se ascoltasse i miei pensieri."
Ma le cose presero di colpo una piaga drammatica: un
contingente di soldati armati giunse sul luogo. La creatura, che si era calmata
dopo lo spavento iniziale, prese ad agitarsi alla vista dei militari. Il fatto
che in quel mentre condividessero un contatto telepatico rese
Anderson consapevole dei terribili stati
d'animo della creatura aliena. "Era disperato, per lui era come vivere un
incubo: due del suo equipaggio stavano male, forse erano morti, era
lontanissimo da casa, solo, su di un pianeta ostile."
Anderson perse di vista la creatura quando i soldati
sciamarono nel sito. I civili furono bruscamente allontanati dalla zona.
Anderson ricorda grida e minacce. "I soldati furono
feroci e durissimiavevano i mitra in mano e ci
dissero che ci avrebbero fatto perdere il lavoro e allontanato dalla regione,
se avessimo raccontato qualcosa a qualcuno. Stranamente, i soldati non
sembravano affatto sorpresi dalla presenza del disco e delle creature,
sembravano ben preparati per affrontare una cosa del genere. Presto sul luogo
giunse un battaglione di militari, e mentre ci allontanavamo dal luogo vedemmo
arrivare camion, aeroplani... avevano bloccato le strade, e stavano
mettendo su una stazione radio. Arrivarono anche delle ambulanze, e molti altri
soldati armati."
Il racconto di Anderson
venne confermato a ampliato da molti altri testimoni, militariu
e civili. Quella notte la base militare chiamò l'agenzia funebre di
Roswell, chiedendo la preparazione di tre piccole bare,
come per bambini, ma fatte in maniera tale che preservassero a lungo i corpi
che dovevano contenere. Un'infermera dell'ospedale di
Roswell parlò con un suo amico, confidandogli di aver
dovuto assistere i dottori in una difficile operazione chirurgica, tesa a
salvare un essere non umano. Dopo quella notte l'infermiera non venne mai più
vista.
Stando ad altre testimonianze di alcuni militari, dopo che gli Anderson
e i studenti di arecheologia
vennero allontanati, i militari cercarono di catturare il 4° alieno, l'unico
integro dopo l'incidente. Ma l'essere, terrorizzato,
tentò di fuggire, e un militare troppo frettoloso gli sparò una fucilata,
uccidendolo sul colpo. L'essere portato invece all'ospedale
di Roswell, visto dall'infermiera, era quello con le
costole rotte. Secondo indiscrezioni di alcuni
ex agenti dei servizi segreti, visse alcune settimane, sempre in ambienti
militari, sottoposto a cure mediche intensive ma inadatte alla sua fisiologia
aliena. Prima di morire, però, alcune persone dei servizi segreti
USA e persino personalità politiche di rilievo dell'epoca
avrebbero avuto degli incontri con l'essere, il quale comunicò con loro
telepaticamente. Sulla natura e i contenuti di tali discussioni, purtroppo, non
si sa nulla di certo, tranne che suscitarono una forte preoccupazione nell'establishment
della difesa statunitense. Tra le persone che parlarono
con l'ET sembra figurasse James Forrestal,
uomo chiave della politica di quel tempo nonchè
Segretario della Difesa americana nel dopoguerra, che a quanto pare fu propenso
sin dall'inizio all'idea di rendere pubbliche le notizie su Roswell.
Pochi anni dopo, il 22 maggio del 1949, morė cadendo da una finestra del 16°
piano dell'ospedale militare di Bethesda, Maryland,
dove era stato ricoverato per stress. L'esatta dinamica
dell'incidente non venne mai completamente chiarita dalle autorità.
IL GIORNO DOPO ROSWELL
Il termine retroingegneria in genere va ad indicare uno
studio compiuto su un apparecchio tecnologico in nostro possesso, ma di cui non
abbiamo nessun documento scritto o disegno del progetto originale, allo scopo
di capire come sia stato ideato e assemblato per
riuscire, in un secondo tempo, a farne una copia perfetta. La
retroingegneria era molto in voga nel corso della guerra
fredda, quando una delle due superpotenze riusciva fortunosamente o con
l'inganno a procurarsi un prototipo segreto della parte avversaria, e con uno
studio approfondito cercava di assumerne i vantaggi tecnologici essenziali da
applicare poi ai propri mezzi. Nel 1997 in America venne
pubblicato per la prima volta 'The day after Roswell',
libro in cui il colonnello in pensione Philip Corso
(ora deceduto) parlava di un'attività che avrebbe svolto al Pentagono tra il
1961 e il 1963. A detta di Corso, il suo superiore, il Gen. Trudeau,
gli avrebbe assegnato un file top secret che nella base i pochi eletti che ne
sapevano qualcosa avevano ribattezzato 'the
nut file', il file da pazzi, in
quanto sarebbe stato l'archivio inerente l'incidente di Roswell.
Secondo diverse fonti (incluso il giornale locale), nel 1947 uno o più UFO
sarebbero precipitati nel deserto nei pressi di
Roswell, New Mexico. Si sa che l'esercito
sarebbe intervenuto ripulendo il luogo dai rottami e
intimidendo i testimoni con pesanti minacce. Secondo corso ci fu un lungo
braccio di ferro tra aviazione ed esercito USA, ognuno
dei quali aveva parte dei rottami (o forse rottami di due diversi UFO crash) e
cercavano di spillarsi informazioni a vicenda.Tale
situazione avrebbe fatto sė che i rottami in possesso dell'esercito rimanessero
al sicuro sotto chiave al Pentagono dal '47 fino al 1961, quando
Trudeau passò la patata bollente a Corso. Il lavoro di
Corso all'interno dell'ufficio R&D (ricerca e
sviluppo) del Pentagono sarebbe stato quello per cui
l'ufficio stesso era stato designato: assumere informazioni su tecnologia
straniera ottenuta con lo spionaggio, e fare in modo che terze parti -
industrie tecnologiche, anche civili - sfruttassero tali informazioni per far
avanzare la tecnologia degli Stati Uniti. L'unica cosa che Corso omise di dire
alle industrie a cui si rivolse fu che la tecnologia in questione non era
sovietica, ma aliena.
LE GRANDI HOLDING TECNOLOGICHE
Secondo le dichiarazioni di Corso, tra i vari
rottami high-tech che si ritrovò sulla scrivania negli
anni '60 c'erano diversi oggetti interessanti: uno era una specie di stilo che
emanava un raggio laser, probabilmente un attrezzo chirurgico, che venne subito
mandato ad alcuni laboratori della Hughes
Aircraft per farlo sviluppare come arma. Un altro oggetto
era una sorta di Chip al silicio che il nostro
Corso avrebbe mandato alla IBM dando vita ai computer di
nuovissima generazione, mentre da una strana tecnologia a cavo composto di
filamento vetroso utilizzata per le comunicazioni del disco di
Roswell vennero estrapolate dai Bells
Laboratories le fibre ottiche. Tra gli altri oggetti
sulla scrivania di Corso v'era un tessuto formato da fibre
super tenaci utilizzate dalla EBE (Extraterrestrial
Biological Entity), capaci
di resistere a qualsiasi torsione o lama da taglio. Corso fece studiare tale
campione a diverse aziende statunitensi, e una di queste (la
Du Pont) pochi anni dopo, nel
1965, annunciò la creazione del Kevlar, tessuto
iper resistente con cui oggi si fabbricano
giubbotti antiproiettile. Tra le armi sviluppate dal suo ufficio al Pentagono
Corso annovera anche il cannone a raggi di particelle, reso famoso dal
programma SDI o 'Guerre Stellari'
inaugurato da Reagan.
CORSO: LUCI E OMBRE
L'integrità di Corso come militare è indubbia, il suo stato di servizio è limpido e tutte
le cariche che afferma di aver ricoperto appaiono agli atti, incluso il suo
lavoro preso la R&D.
Vanno valutate però alcune cosa su Corso come persona:
negli ultimi anni della sua vita, inclusi quelli in cui scrisse il libro, probabilmente
Corso aveva perso un filo di lucidità e di obbiettività rispetto ad alcuni
capitoli della propria vita. Sono certo che Corso abbia lavorato a dei
files riservati inerenti Roswell,
questo perchè:
A= Corso ha fatto un affidavat
giurato e controfirmato su questo, e per un militare vecchio stile come lui
giurare il falso era impensabile, specie nei confronti di un paese alla cui
salvaguardia aveva dedicato la vita,
B= perchè
Corso era un militare molto quadrato, e non avrebbe avuto la fantasia di creare
da zero una storia come questa.
Fatte però queste precisazioni, va svolta una ulteriore
analisi sulla sua personalità: Corso affermò di aver ricevuto alcune visite
dalle EBE, in diversi momenti della sua vita, anche da bambino, e di aver
ricordato tali avvenimenti solo più tardi. Anche i suoi familiari hanno
affermato che in casa loro avvenivano strane cose, al limite degli IR4, anche
se non hanno voluto entrare nei dettagli. Di sicuro
questo mette Corso in una luce differente dal granitico militare che vedeva le
EBE solo come nemici dell'umanità: in verità negli ultimi anni i suoi rapporti
con loro avevano cambiato indirizzo, e se ad un certo punto ha preso la
decisione di parlare e scrivere il libro è perchè non solo fu testimone
di alcune cose negli anni '60, ma lo era ancora negli ultimi
tempi.
Secondo punto: Corso ha preso sicuramente parte a certi eventi, ma come e in che
misura? Secondo la sua testimonianza, Trudeau avrebbe
affidato a lui e lui solo tutto l'affaire Roswell, il
fatidico Nut file. Inoltre, dal 1947 fino al suo
arrivo nessuno avrebbe pensato di utilizzare tale materiale
a scopo retroingegneristico. Poi arriva lui ed escono
fuori Kevlar, fibre ottiche, laser,
computers e via dicendo. Il discorso è reso meno credibile,
di base, dallo stesso atteggiamento di Corso verso la storia, sicuramente
caotica e ricca di momenti drammatici, della guerra fredda di cui lui
sicuramente fu uno dei testimoni. Corso afferma in maniera quasi sfacciata che
fu lui a far vincere la guerra fredda agli Stati Uniti, a suggerire a vari
presidenti - tra cui Kennedy - le giuste decisioni in
politica estera, e quando tale presidente sbagliò qualcosa fu
perchè non diede retta ai suoi consigli. Avrebbe creato lui Gladio in Italia,
dato che era presente sul nostro suolo nell'immediato
dopoguerra come addetto dei servizi segreti USA. Questi fatti probabilmente
sono veri in parte, ma Corso tende a gonfiare in maniera eccessiva la sua
importanza storica in certi momenti critici, rendendo molto difficile una sua
valutazione realistica. Fu davvero lui a risolvere tutte le peggiori crisi
americane della guerra fredda? Possibile che a un
progetto come quello del Nut File non lavorassero più
persone, e che Corso non le potè menzionare nel suo libro per non volerle
coinvolgere? Possibile che nell'arco di 14 anni nessuno mise mano ai rottami di
Roswell per farci qualcosa? E
che nel 1944 il Papa Pio XII lo ricevette per discutere con lui
sull'amministrazione dell'Urbe?
Č credibile che Kennedy
sapesse dei missili di Cuba ma avesse deciso di
ignorare il fatto fino ad una sua rielezione, e che Corso spifferò tutto ai
giornalisti - dando il via di persona alla crisi e quasi rischiando una guerra
nucleare - per costringere Kennedy ad una forte presa
di posizione anticomunista? Č verosimile che lui nel 1947, di stanza a
Fort Riley nel Kansas, nel
reparto veterinario vide - di straforo e per puro caso
- il cadavere di un Grigio che si era schiantato solo la settimana prima a
Roswell? Leggendo il suo libro si vede che Corso ha attinto
a piene mani a giornali dell'epoca e libri per dare un fondamento scientifico
alle sue affermazioni, ma spesso le sue affermazioni potrebbero essere spiegate
in una o due righe, mentre le descrizioni degli studi scientifici dell'epoca in
America prendono pagine e pagine. Sempre a lui un EBE apparve quando era andato
- solo - ad indagare su un UFO che appariva e spariva vicino
a Trinity Site
e l'ET gli chiese di disattivare i radar per permettergli di ripartire con il
suo disco volante. Corso gli chiese cosa avrebbe
ottenuto in cambio, e l'essere gli rispose: 'un mondo intero, se saprai
gestirlo'. E Corso aiutò l'alieno, non si capisce
perchè dato che li odiava, aiutò
una EBE che gli aveva promesso qualcosa che non riusciva neppure a concepire o
a capire.
Cosa pensare allora di Corso, il colonnello che
gestė il Nut File, che parlò con le EBE e che ne
divenne amico dopo aver passato la vita a combattere loro e i sovietici? E come
inquadrare i lunghi messaggi delle EBE ricevuti da
Corso per telepatia? Io non escludo che Corso abbia ricevuto dei messaggi dagli
ET, o che li abbia visti, anzi: sono pronto a propendere per questa tesi,
visto che i comportamenti di Corso verso la fine erano i
classici atteggiamenti da addotto, che prima odia i suoi rapitori e poi inizia
ad andarci d'accordo. Č certo che gli USA abbiano fatto
degli studi di retroingegneria su alcuni UFO
precipitati, cosė come dagli atti a disposizione emerge che lui è stato dove
asserisce di essere stato, ed è molto probabile che abbia lavorato sul file di
Roswell, e che abbia visto molte cose. Ma tutto il
materiale da lui espresso è largamente inquinato dalle sue stesse affermazioni,
tanto più esagerate laddove non riporta prove a sostegno, e soprattutto dal suo
esagerato desiderio di autoaffermazione dopo una vita
anonima passata come testimone di eventi straordinari, di cui lui probabilmente
fu solo poco più di questo: un testimone. E per quanto
riguarda un campo minato come l'ufologia, un testimone è già moltissimo, anzi,
è tutto. Ma il suo desiderio di figurare tra i fautori, anzi, l'unico fautore
di 40 anni di successi americani in ogni campo, ha leso profondamente
l'integrità e la credibilità di quella verità che ha
visto con i suoi occhi, e che ci ha voluto trasmettere.