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Le dune di Piscinas Marina di Arbus (Sardegna)
Le dune di Piscinas rappresentano un unicum sia in Italia, sia in Europa: si tratta delle dune più estesedi
tutto il continente, con la presenza inoltre delle quote più elevate raggiunte da questa particolare e spettacolare
formazione eolica, le cui creste sorpassano anche i 100 metri di altezza.
La presenza delle dune conferisce al paesaggio un particolare aspetto desertico, magico ed attraente.
Avventurarsi al loro interno significa immergersi in un assordante silenzio, significa riscoprire sé stessi,
significa calarsi in quella natura da cui ci si allontana nella vita quotidiana di cittadino.
La spettacolarità del paesaggio è ancora più amplificata se si giunge sul luogo arrivando da Nord, percorrendo la
strada litoranea: le dune appaiono come all’improvviso, immense, davanti agli occhi, e a poco a poco, scendendo
dapprima lungo una strada sterrata, poi guadando le rosse acque del Rio Piscinas (sempre che la stagione sia
stata generosa con le precipitazioni), si giunge nel cuore di questo sistema, costituito da molteplici elementi.
La maggior parte delle dune non è più mobile, ma è fissata dalla vegetazione, rappresentata dalla macchia
mediterranea. Su di esse quindi ha in iniziato a formarsi un vero suolo. L’alternanza della vegetazione e
delle sabbie eoliche conferisce una certa armonia al paesaggio, con lingue di sabbia che ora scompaiono,
ora riappaiono.
Il fattore dominante su questa area è il forte vento di Maestrale: le creste delle dune si allineano
prevalentemente seguendo questa direzione. Il vento fa muovere in avanti la parte centrale della duna, creando
per deflazione una conca depressa sul lato interno dell’arco dunare. La forma, l’altezza e l’estensione di queste
dune costiere dipendono dalla direzione dei venti dominanti, e dalla disponibilità di sabbia, nonché dalla
vegetazione: come le piante psammofile attecchiscono, queste collaborano alla stabilizzazione della duna,
impedendone l’avanzamento verso l’entroterra; successivamente, se il suolo si sviluppa in modo continuo,
l’evoluzione delle dune può essere arrestata completamente.
Il Maestrale disegna il paesaggio agendo anche sulla vegetazione, oltre che sulle montagne di sabbia, piegando
gli alberi che incontra sul suo cammino: superbi esemplari di ginepro, pianta odorosa e resistente per eccellenza,
sembrano inginocchiarsi alla potenza del vento.
La deflazione eolica si esplica nella presenza di estesi pavimenti di detrito, posti in posizione antistante le
dune: su di essi l’azione del vento è ben evidente, in quanto prende in carico il materiale di sua competenza,
e lascia sulla superficie il materiale più grossolano, rappresentato da ciottoli e ciottoletti con dimensioni
variabili tra qualche millimetro e il centimetro circa, più o meno arrotondati a seconda del punto preso in
considerazione.
I pavimenti di deflazione eolica si intersecano e si fondano con gli alvei del Rio Piscinas e del Rio Naracauli.
In prossimità delle foci i letti di piena dei due corsi d’acqua sono abbastanza ampi, larghi fino a 200 metri,
e colmati da sedimenti molto fini (limi e sabbie finissime), sui quali il letto di magra forma una successione
di meandri, divagando poi sulla spiaggia.
Gran parte del materiale trasportato dai corsi d’acqua è rappresentato da residui di laveria delle miniere di
Montevecchio, Ingurtosu e Gennamari, poste più a monte. Si tratta appunto di un materiale finissimo, di colore
per lo più rossastro (ma non mancano improbabili colorazioni sul viola soprattutto per quanto riguarda il Rio
Piscinas). Anche questo materiale è soggetto alla deflazione eolica: anch’esso viene preso in carico dal vento
e anch’esso va a formare le dune, che risultano in questo modo contaminate.
Tutta l’area è situata in un contesto di rara bellezza, immersa in una natura selvaggia. Numerosissime sono
le specie animali e vegetali presenti nella zona, soprattutto spostandosi verso il Monte Arcuentu, il
caratteristico monte dal profilo di uomo dormiente. Sia sufficiente l’esempio del Cervo Sardo, che nelle
giornate più tranquille si avventura in mezzo alle dune, ed è come un miraggio in un deserto, uno spettacolo
senza pari.
Di notevole interesse sono poi i siti minerari, come Montevecchio, Ingurtosu, Naracauli, tutti luoghi carichi
emotivamente e storicamente, ormai integrati in un paesaggio trasformato, che farà parte del Parco Geominerario
Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’UNESCO.
di Uccheddu Bruno
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